Nonostante il giorno del mio compleanno mi renda sempre latitante, e vorrei che nessuno chiamasse per farmi gli auguri, e altre robe del genere, be', nonostante questo c'è un anniversario che mi piace sempre festeggiare, da due anni a questa parte, ed è quello del mio primo concerto di Bruce Springsteen.
Quel genio di Larry Kravitz disse una volta: "Al mondo ci sono solo due tipi di persone. Quelle che amano Bruce Springsteen e quelle che non l'hanno mai visto in concerto". Non ho mai capito a che anno (o, meglio, a che tour) risalga questa affermazione, ma so che non ce n'è mai stata una più veritiera e duratura (vale benissimo tutt'ora). Se non sapete niente di Lui, come me all'epoca, e andate a vederlo dal vivo segnate un punto di non ritorno nella vostra vita. Certo, se vi piace un certo tipo di 'musica' o seguite una certa ideologia meglio di no, perchè altrimenti non lo potete apprezzare (o santificare, tappa immediatamente successiva). Non capireste cosa vuol dire quando dice che si deve costruire una nuova casa, deve andare da qualche parte e non ci può andare da solo, gli serve il tuo aiuto.
L' 8 ottobre 2006 ci fu dunque la mia svolta. Se oggi sono on the road, lo devo in gran parte a lui. Ma questa, come si dice, è un'altra storia, quindi non indugiamo oltre e gettiamoci nel divertimento, ritornando con la testa indietro di due anni, a Caserta, e a quella splendida serata di musica folk, banjo, trombe, cori tutti diretti da un tizio vestito a tema anni '70-'90 del 1800, che, con una chitarra acuistica tra le mani, da lontano sembrava un ragazzino. Un ragazzino di 57 anni che ha corso, saltato e cantato per tutte le due ore e mezza di quello spettacolare concerto, e che mi ha fatto capire (come ebbi modo di scrivere all'epoca sul mio Oscar) "che non sono sola, che ci sono ancora persone come me, al mondo, che ogni giorno lottano per la giustizia, la fratellanza, l'amore tra gli uomini. Che ci sono soluzioni alternative all'odio e alla violenza quotidiani, che c'è ancora un filo di speranza per chi sa - e vuole - vederlo, che ci spingerà ad andare sempre avanti, anche se gli ostacoli che ci troviamo davanti ci appaiono insormontabili. Ma con la sua musica ho capito soprattutto che non sono gli ostacoli, ad essere enormi, ma semplicemente sono io a buttarmi giù, a buttare la spugna troppo presto. Ora, però, so di potercela fare, di poter, come lui, alzare la testa e, comunque sia, sorridere."




P.S.: e poi, diciamoci la verità, è proprio un bel ragazzo *_____*
P.P.S.: le foto sono tratte dai mini concerti gratuiti fatti da Bruce il 4, 5 e 6 ottobre a Philadelphia, Columbus e Ypsilanti (MI) a sostegno di Obama. Prossimamente la tradizione del PSA scritto (e raccontato alla folla prima di The Rising) da Bruce.
P.P.P.S.: cliccare sul titolo per credere!