"I swear I've found the key to the universe in the engine of an old parked car"

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On The Road
Who I am? I wish I knew. I guess I'm a messed-up girl who's trying to "get to that place where we really want to go", as the famous Springsteen anthem says. I spend most of my life on the road, following Bruce in tour around the world or attending cinema conventions like the Venice International Film Festival. I have three amazing passions, indeed: Bruce Springsteen music, movies and books (as good George would say: what else?), and everytime one of them calls, I'm ready to answer 'yes', without any hesitation. I love Martin Scorsese's and Tim Burton's works, along with Pixar ones, and right now I'm literally crazy for Robert Downey Jr., probably one of the best actor EVER. I've also a dream, to become a movie director myself, and I'm studying in Rome in order to make it real someday. 'Cause baby, remember: it's my life, and I'll do what I want.

Countdown To My Journey In The Ol' Good London!

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Tramps Like Us, Baby We Were Born To Run!

Thunder Road - Bruce Springsteen

Robert Downey Jr. - Sherry Darling

Robert Downey Jr. & Jude Law

ottobre 26, 2008

An Innocent Man In A Living Hell

E capita così, che mentre hai finito di lavorare (perchè guardare film per te è un lavoro) e te ne vorresti tornare at your place per riposarti un po', magari anche mangiare qualcosa, visto che non è ancora vietato e che da quando è iniziata la giornata hai mandato giù soltanto un caffè e una merendina, mentre ti incammini vedi da lontano un po' di movimento, sembrano grida da lontano, "Che cavolo può essere da queste parti?" ti domandi e la risposta ti vien data subito dopo da uno dei ragazzi dello staff, vicino all'entrata, sbarrata. Hanno bloccato l'accesso al red carpet, stanno arrivando i rinforzi di polizia e carabinieri per allestire un tunnel alternativo per permettere agli accreditati e alla stampa di entrare e uscire. Dopo un po' ce la fanno, ci danno indicazioni per uscire e poi tornano là fuori, con in mano lo scudo e il manganello infilato nella cintura. Una volta fuori dall'auditorium, prima di imboccare l'altro tunnel messo su qualche minuto fa vedo forse 300, 400 ragazzi (ma potevano essere anche di più) gridare stupidi slogan, fare gesti alla polizia, a noi, a chiunque finisse sotto il loro sguardo, come fossero in uno stadio, o in un circo, animali senza cervello quali sono (chiedo scusa agli animali per il paragone). In quel momento mi sono vergognata, in una maniera che spiegare è impossibile. Perchè, vi chiederete? Be', forse non lo so nemmeno bene. Perchè sono anche io una ragazza? Perchè vado all'università come loro? No, era perchè mi faceva schifo tutto quello. E' ipocrita manifestare in questo modo massiccio adesso, quando non c'è più niente da fare. Dov'eravate tutti voi che ora scendete in piazza a luglio, quando la signora Gelmini (ah, com'è bello l'inglese) proponeva il suo decreto legge (ammesso che sappiate cosa sia un dl)? In vacanza, senza dubbio. E allora della scuola non fregava niente a nessuno, men che mai a voi. Ora invece è diverso, ora ci sono le lezioni e quindi perchè non fare queste sceneggiate? Come dite? Ah, voi protestate! Ecco, non l'avevo capito! Strano modo, comunque, se mi è consentito. Non ho mai sentito nessuno protestare bloccando un evento internazionale culturale. Ma certo, questo non conta! Che ne sapete voi di cultura? Siete futuri medici, architetti, ingegneri, professori e chissà che altro ma la cultura non è roba vostra. Ecco, forse mi sono ricordato chi bloccava gli eventi culturali! Il fascismo, negli anni '20 e '30, ma questo voi lo sapete. Siete così intelligenti! Il vostro cervello è talmente abituato a riflettere che gli è sfuggita una piccola cosa: non si convolgono gli innocenti. Col vostro atteggiamento da cretini avete danneggiato non solo la cultura (che, capisco, è un concetto astratto per voi), ma tutte le persone che in quel luogo ci stavano lavorando: i giornalisti, gli accreditati, i ragazzi dello staff e quelli degli stand presenti al Villaggio Del Cinema, costretti a chiudere, a sprangare porte e finestre per non correre il rischio di riportare dei danni. Ma tanto che vi frega? Una volta tornati a casa avete trovato il piatto in tavola, e sarete andati a dormire con in mente vari progetti su come far saltare le lezioni il giorno seguente, contenti di aver ottenuto quel che volevate veramente: la visibilità. Certo, non è difficile da capire che era solo questo ciò che vi premeva: essere visti, esibirvi dove sapevate esserci le telecamere. Bravi, complimenti, siete finiti in tv! Questo cambierà le cose? No, non cambierà un cazzo di niente, e ben vi sta, ragazzi senza ideali che non trovano altro da fare se non mettere in difficoltà la gente che lavora. Bello, bellissimo esempio di democrazia, davvero! Non vi accorgete che siete esattamente come chi contestate! Allora fatemi un piacere, statevi zitti e non lamentatevi: ognuno ha il governo che si merita.

Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.

Pier Paolo Pasolini

1 commento:

Anonimo ha detto...

Pasolini lo stiamo trattando ora nel nostro programma di letteratura italiana col prof Voza...avevo già letto questo pezzo e mi era piaciuto. Naturalmente tutto quello che c'è prima è tuo frutto,lo so...
Beh sì, come contraddirti.