"I swear I've found the key to the universe in the engine of an old parked car"

La mia foto
On The Road
Who I am? I wish I knew. I guess I'm a messed-up girl who's trying to "get to that place where we really want to go", as the famous Springsteen anthem says. I spend most of my life on the road, following Bruce in tour around the world or attending cinema conventions like the Venice International Film Festival. I have three amazing passions, indeed: Bruce Springsteen music, movies and books (as good George would say: what else?), and everytime one of them calls, I'm ready to answer 'yes', without any hesitation. I love Martin Scorsese's and Tim Burton's works, along with Pixar ones, and right now I'm literally crazy for Robert Downey Jr., probably one of the best actor EVER. I've also a dream, to become a movie director myself, and I'm studying in Rome in order to make it real someday. 'Cause baby, remember: it's my life, and I'll do what I want.

Countdown To My Journey In The Ol' Good London!

My Personality

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Tramps Like Us, Baby We Were Born To Run!

Thunder Road - Bruce Springsteen

Robert Downey Jr. - Sherry Darling

Robert Downey Jr. & Jude Law

gennaio 27, 2009

Un' Estate Da Boss! [cit.]

Non ci si sente da un po', miei anonimi lettori, quindi ora che ho un attimo di tregua vi posto qualche aggiornamento...

Il 20 gennaio ho fatto il mio primo esame, e nonostante domenica soprattutto abbia passato un bel po' di grattacapi, soprattutto a causa di una specie di patto che avevamo stipulato mio padre ed io sull'esito (a pranzo qualche giorno prima avevo uscito che il 22 a Milano ci sarebbe stata la presentazione in anteprima del disco di Bruce, e lui scherzando aveva detto che se prendevo 30 mi ci avrebbe portato, cosa che ho preso subito molto seriamente fino a farmene una malattia, chè voi lo sapete, per Bruce ci perdo la testa ed anche il sonno), insomma nonostante tutto questo martedì mattina mi sono fatta coraggio, e con stoicismo mi sono buttata tra i primi, pur non essendo assolutamente sicura di niente. Ma a quel punto volevo solo finisse la mia agonia. Destino ha voluto che prendessi 29, un 29 che secondo mio padre valeva da 30 perchè "si sa che al primo esame i professori non mettono 30" (vabbè, contento lui, a me è andata benissimo così quindi non ho fiatato).

So, il 22 mattina abbiamo preso l'aereo per Milano, e la sera ci siamo incontrati con i miei amici di LOHAD, serata bellissima come non ne passavo da tempo, ci siamo divertiti e abbiamo fatto incetta di souvenir (frase storica di mio padre: "Ma vi porterete via anche i tavolini?"); tra l'altro siamo stati gli ultimi ad uscire dal locale, e ne abbiamo approfittato per convincere i tipi della Fnac a darci maglie e poster che di regola non toccavano a tutti noi, però visto che avanzavano... Insomma, li abbiamo convinti, in the end. Queste sono un po' di foto (grazie Matteo e Vale!) come testimonianza:

Le due Vale ed io con i dischi appena comprati e il maxi cartonato di The Wrestler:


LOHAD dentro il Rolling Stone, con i poster che davano in omaggio con l'acquisto del disco:


LOHAD fuori dal Rolling Stone, 1:30 di notte circa, con le maxi locandine della serata trafugate dall'interno del Rolling Stone:


Passando ad altro, ma sempre in tema del nostro santissimo ispiratore, credo venerdì stesso, appena tornata a casa, mi aggiornano che stanno cominciando ad uscire le date europee (addirittura!). Sabato mattina il quadro si evolve e in parte si fa più preciso. La leg europea avrà un 25 date, più o meno (alcune sembra si aggiungeranno in appresto). Ovviamente subito è scattata l'agitazione da ticket, da code, da show e via dicendo, agitazione che ormai noi ce la portiamo insieme sempre, pronta ad affiorare in ogni momento della nostra vita, sotto forma di messaggio, chiamata, mail o quant'altro. Noi agli ansiosi gli facciamo un baffo. So anyway, dopo brevi consultazioni con genitori ed amici avevo deciso di farmi le due (!) date di Stoccolma ad inizio giugno, prendermi quel mesetto di pausa per fare gli esami che mi toccano, e riprendere con due delle tre date in Italia (sì, stavolta ci è andata di lusso!), nella fattispecie Roma e Udine, e finire in quel di Benidorm (se si scrive così), sperduto paesino che conta un numero di abitanti pari a quello della mia hometown (cosa assurda) in quel della Spagna (yep, I know, I swore, but...).
Dunque, con questo bel programmino in testa, ieri mi alzo alle 8 (io che non sono abituata), già agitata e reduce da una notte alquanto lunga passata a svegliarmi per paura che fosse tardi, mi metto davanti al pc, e nella mattinata succede di tutto in casa. Mia madre mi chiede, nell'ordine: fatti il letto chè c'è la donna delle pulizie, vienimi a passare queste tre pagine allo scanner chè devo ridare il giornale a Cristian, togliti da lì chè deve lavare, hai fatto colazione chè poi si fa tardi?, vai nella stanza di tuo fratello chè qui dobbiamo aprire, dài un'occhiata a Grazia (la donna delle pulizie di cui sopra) chè io e papà dobbiamo uscire, ADESSO TORNIAMO (sono risaliti tre quarti d'ora dopo). In tutto questo trambusto io continuo ad imprecare andando avanti e indietro col pc e la batteria e cercando di comprare questi maledetti biglietti per Stoccolma, che tutti precisi come sono loro hanno ritardato tre volte.
Alla fine comunque riesco a prenderne quattro, due per data; sulla carta di credito mi sono rimasti appena 92 €. Nel frattempo torna mio fratello e pranziamo. Vado dentro, e leggo: terza data Stoccolma, 7 giugno 2009.
Censurando tutto quel che ho detto in quei dieci secondi in cui ho realizzato che stava capitando, anzi, che era GIA' capitato, mi fiondo sul link, seleziono quel che devo selezionare (cioè un biglietto per il prato, uno perchè era il massimo che mi potevo permettere) e, con mia assoluta sopresa, meraviglia e gioia, riesco a comprarlo in due minuti scarsi! Incredibile ma vero! o_O
And so, a conti fatti adesso mi aspettano tre date a Stoccolma, due in Italia e una o due in Spagna (perchè nel frattempo stanno dicendo che si aggiungerà una quinta data, a Malaga il due agosto). L'unica cosa che spero è che sia vero, anzi, magari si aggiungesse qualche paese pià facile da raggiungere, sarebbe una bella cosa.

E così eccoci qui, si riparte di nuovo...

Well, surprise, surprise, surprise
Yeah, surprise, surprise, surprise
Well, suprise, surprise, c'mon, open your eyes
And let your love shine down...


AGGIORNAMENTO:
uscite tutte le date del tour, in modo ufficiale. Oltre a Stoccolma, Roma e Udine, c'è il programma Santiago, il 2 agosto (col punto interrogativo la data di Villadoid, il giorno prima). Oh yeah, Bruce mi ascolta!

gennaio 15, 2009

Stand On It!

"Il lusso della vecchiaia è che scompaiono i dubbi, non sono più i padroni del tuo lavoro e così sparisce anche l'angoscia autopunitiva. D'altronde cosa possono fargli ad un vecchietto settantenne?" - Clint Eastwood

Probabilmente è uno dei pochi repubblicani con cui andrei d'accordo, questo a prescindere dai film che gira o dalle cose che dice.

Anyway, qualcuno gli dovrebbe dire che sull'ultima frase si sbaglia, purtroppo. E non perchè lo dico io (che anzi, sarei anche d'accordo), ma perchè non rispecchia la realtà. Anche un "vecchietto settantenne" si può distruggere con le parole (non voglio pensare a qualcosa di fisico, sarebbe davvero esagerato), gli si può dare dell'idiota, del commerciale ("Vabbè, ma è Clint Eastwood" direbbe qualche saggio around here, "addirittura si può arrivare a tanto?" - Ebbene sì, fratelli cari, si può arrivare perfino a tanto), del venduto, dell'incapace ("Ma ha girato Gli Spietati! E i film con Sergio Leone!" - Oh, lo volete capire che è storia vecchia, che uno il talento lo può perdere? Ma insomma, vivete proprio nel mondo dei sogni...!) e via dicendo, mi sa che il discorso lo si è capito abbastanza bene.
Qualcuno quindi prenda un telefono, o scriva una mail - voi che avete contatti con mezzo mondo - e mi faccia il piacere personale di avvisare Clint Eastwood, che non sta bene che uno vada dicendo cose che poi non son vere. Non sta bene, eh no. Capace che continua a fare dis... ehm, volevo dire, film e poi qualcuno lo ferma per strada e gliene dice di tutti i colori (o di cotte e di crude, come preferite), o gli fa qualche sparata, o gli scrive lettere minatorie, o peggio ancora. E poi Clint se la prende o ci rimane male o peggio ancora e non gira più film. Che okay, la stragrande maggioranza di chi lo apprezzava quando aveva un cappello da cowboy in testa o quando parlava a bordo di un ring con Hilary Swank festeggerà e dirà: "At least!", insomma saranno contenti, ma a noi piccola e silenziosa minoranza la notizia lascerà sgomenti, sconcertati, addolorati e anche molto incazzati, con la grande maggioranza, per una serie di ragioni di ordine molto ma molto pratico.
Prima fra tutte è che la massa è spesso formata da persone che non hanno la benchè minima conoscienza delle cose che criticano: in altre parole, non sono nella posizione di criticare.
Seconda ragione, come ha detto il mio prof di Comunicazione, "fare campagna contro E' SEMPRE PIU' FACILE che farla a favore, perchè nel secondo caso bisogna avere delle forti motivazioni, e occorre intelligenza, mentre nel primo basta che dici delle cose e hai finito" - direi che si commenta da sè.
Non vado oltre altrimenti rischio di scandagliare la stupidità umana, operazione molto rischiosa, ricordatevelo sempre.
Eppure una bella e pratica soluzione ci sarebbe. Anche molto semplice in verità. Basterebbe che tutti questi elementi che hanno da ridire su Clint smettessero di andare al cinema (diciamo meglio, di scaricarsi i suoi film) e di comprare i suoi dvd (quei pochi che lo fanno ancora), cominciassero a non seguirlo più, ad appassionarsi ad altre cose, tipo il golf, Quentin Tarantino, Michael Moore eccetera eccetera e tutto si risolverebbe. Loro coltiverebbero altre "passioni" e noi sventuati, stupidi e idolatori di Clint potremmo continuare a seguirlo, e a gustarci i suoi grandi film, e tutti vivremmo felici e contenti.
Non vi pare una bella cosa? Ah, se solo questa gente lo capisse e lo mettesse in pratica staremmo tutti molto meglio...

Ma fino ad allora... Stand on it! C'mon guys, stand on it!

P.S.: ovviamente, citazione iniziale a parte, che è al 100% una frase di Clint Eastwood, il resto è totalmente riferito ad un altra persona, che vive nella parte opposta dell'America rispetto a Frisco (nonchè di 19 anni più giovane) e che, pur se in qualche modo correlato al mondo del cinema, lavora e ama un'altro ramo della grande quercia chiamata "Arte".

gennaio 12, 2009

Golden Globes 2009

Il periodo gennaio/febbraio è un periodo complicato, in molti sensi. Fino allo scorso anno era il periodo nel quale finiva il quadrimestre, e c'erano da dare le ultime interrogazioni. Da questo invece sarà quello degli esami all'università, e per i corsi e ricorsi della storia (mia personale) sono portata a pensare che sarà sempre così, almeno per quanto mi riguarda.
Ma gennaio e febbraio sono due mesi chiave nel settore cinematografico cui sento inevitabilmente di appartenere, nel cui mondo sono immersa; e lo sono perchè nella seconda domenica di gennaio ci sono i Golden Globes, dopo un due settimane le nomination per gli Academy Awards (aka Oscar) e infine l'ultima domenica di febbraio c'è la loro sontuosa e straordinaria cerimonia di premiazione. E come conseguenza di tutti questi premi il mercato italico viene letteralmente invaso da più o meno ogni film che si è aggiudicato le più importanti nomination, il che mi porta a vedere tre o quattro film a settimana, media alta perfino per me.
Questa è un po' la situazione normale di questi due primi mesi del nuovo anno. Come non bastasse il tutto, quest'anno c'è stato un ulteriore incremento di attività che mi interessano da vicino: non tanto perchè Bruce ha scritto una song per il suo amico Mickey Rourke che è stata poi candidata ai Golden Globes eccetera eccetera, quanto perchè il 20 gennaio c'è l'insediamento di Obama alla Casa Bianca (momento storico!), il 23 esce Working On A Dream e il 1 febbraio Bruce e la E Street Band suonano al Super Bowl (ah, e ci sarà - forse - da aggiungere una nottata fuori alla Feltrinelli per eventuali biglietti di un ancor più eventuale tour - aspettiamo ancora comunicazione, se mai ci sarà).
Non so se mi spiego.
Anyway, tutte queste cose le ho pensate un po' prima di addormentarmi ieri sera la prima volta (sconvolta dal finale della quarta stagione di Dr. House), un po' prima di addormentarmi stamattina alle 6 la seconda volta (ancora commossa dalla standing ovation che l'audience di lusso ha tributato al vincitore del Golden Globe per la migliore interpretazione maschile).
Ma in realtà c'è una ragione per cui amo così tanto alzarmi la notte per seguire questi eventi Americani, siano l'elezione del nuovo presidente, uno show di Bruce o le cerimonie di consegna dei premi cinematografici più importanti del mondo.
E la ragione è che sono le cose che mi fanno sentire VIVA, che mi permettono di dire a me stessa: "Sì, sono parte di un qualcosa che sento come mio, che è effettivamente mio"; sono, in definitiva, le cose che mi fanno non sognare, ma sperare.
Sperare di poter essere un giorno seduta ad uno di quei tavoli rotondi insieme al cast di un mio film, circondata da persone che ce la mettono tutta per essere d'aiuto con la propria fantasia agli altri, makin' them dreaming, come dice qualcuno. Chi crede in una qualsiasi forma d'arte questo lo sa, sia essa una musica, un film o un libro. Poi alla fine non importa molto chi vince, il mondo del cinema in fondo lo sa.
Così se qualcuno potrebbe obiettare che lo faccio per me stessa, è anche vero che non ci posso fare niente, è più forte di me. Lo so, a molti sembra una stupidaggine, perdere ore di sonno per seguire una cerimonia cui a me in definitiva non è che cambi la vita. Forse hanno ragione anche queste persone, ed io sono semplicemente troppo presa per non accorgermene da me, tuttavia devo in tutta onestà dire che per me non è solo questo. Se quel che ho attorno non è quel che vorrei, visto che ho la forza e la voglia di cambiarlo perchè non farlo? Perchè negarmi questa possibilità di passare tre, quattro ore assecondando la mia natura, il mio vero spirito?
Anche perchè chi non l'ha mai fatto non può mai capire cosa si prova. Cosa si prova quando un'intera platea si alza in piedi e applaude, applaude, finchè il vincitore non raggiunge il palco, raggiante o in lacrime; e sapere che quella platea è formata da persone che stimi, persone che hanno inseguito il loro sogno e ce l'hanno fatta, persone da cui in definitiva non ti aspetteresti il benchè minimo cenno di umiltà, o correttezza, o passione; e invece le vedi tutte là, tutte in piedi ad applaudire one of them, a tributargli il giusto omaggio. E stai te, da solo, nella tua camera, tutto intorno silenzio, il silenzio della notte, ad osservare con gli occhi scintillanti tutto questo. Be', in quel momento ti senti davvero come se fossi lì in mezzo a loro, ad applaudire; e ti accorgi anche che è il cinema che applaude sè stesso, in tutte le sue forme e dimensioni, non una semplice auto-celebrazione come i più invece pensano. E' il cinema che rivendica il suo ruolo troppo spesso sottratogli dalla stampa, dai critici, da internet e via dicendo. E' il cinema che alza la voce contro l'amministrazione Bush. E' il cinema che festeggia per l'elezione di Obama.
E ad ogni cerimonia che ho visto finora c'è stato un momento in cui tutto questo l'ho sentito ancora più forte, ancora più intensamente degli altri momenti. L'Oscar a Scorsese nel 2007, finalmente, consegnatogli da tre grandi registi - nonchè suoi amici: Steven Spielberg, Francis Ford Coppola e George Lucas; o ancora quando Ennio Morricone ha ricevuto il riconoscimento alla carriera, e tanti altri a seguire.
E' avvenuto anche per questa 66esima edizione dei Golden Globes, e non quando è stato premiato Bruce (so che adesso "i miei dieci lettori", scommetto tutti quanti fan - suppongo siano gli unici a leggermi - resteranno sbalorditi), nonostante mi si sia aperto un sorriso a 360° che ho mantenuto come un'ebete fin quando Bruce non è ritornato ciondolando al suo posto (riporto solo la battuta iniziale e quella finale: "This is the only time I'm gonna be in competition with Clint Eastwood. Felt pretty good, too! [...] Happy birthday, Big Man Clarence Clemons!" - che quest'uomo sia un genio è stato ampliamente dimostrato).
No, il momento topico è stato quando hanno annunciato: "And the Golden Globe goes to... MICKEY ROURKE!!!". Mi sono venute le lacrime, e son rimasta lì impalata mentre Bruce si alzava e lo abbracciava forte, dandogli grandi pacche sulla spalla e sussurrandogli chissà quali parole all'orecchio; mentre lui avanzava per la sala, che nel frattempo era scattata tutta in piedi ad applaudire sulle note di The Wrestler ("Then you've seen me, I come and stand at every door, then you've seen me, I always leave with less than I had before"); mentre saliva sul palco e per poco non inciampava; mentre ringraziava tutti quanti, molto commosso: il regista, i suoi cagnolini e, last but not least, Bruce. "I wanna thank Bruce Springsteen... For everything, brother... Love you! Thank you so much!". Poi ho un vuoto, probabile abbiano mandato la pubblicità, ed io ancora lì con gli occhi lucidi a pensare a tutto questo, a quando avevo visto The Wrestler in anteprima mondiale a Venezia back in september e mi ero commossa (cosa che mi capita assai di rado), e avevo capito che questa pellicola sarebbe andata lontano, con la sua storia di un lottatore che va comunque avanti, anche se the others - i medici, le persone che incontra nel supermercato - gli dicono di rinunciare ai suoi sogni, in definitiva. Alla fine Randy "L'Ariete" ritorna sul quel ring, proprio come Mickey Rourke è tornato sul set, e prima di disputare l'incontro rivolge al pubblico parole importanti, che troppo spesso si dimenticano e che riassumono tutto: "Molti mi dicono che sono finito, che non sarò mai più un wrestler. Ma gli unici che mi devono dire quando non lo potrò più fare siete voi pubblico che siete qui".