Prima di tutto: vedere Bob Dylan in concerto è un'esperienza che almeno una volta nella vita va fatta, se non altro per vedere un'icona della musica suonare dal vivo.
Preposto questo, forse ci vorrebbe la pubblicazione di un live in modo tale che almeno ci si prepara a dovere prima di andare a vederlo, altrimenti ti fa l'effetto di stare tipo in un locale a sentire una band che suona tipo piano bar. Anche perchè, oltre alla questione ri-arrangiamenti, c'è il problema della voce, che non è da sottovalutare: perchè ci abbiamo anche provato, a capire che canzoni fossero dalle parole, ma il fatto è che cantava così strascicato che anche quella si è rivelata impresa ardua. Sto parlando dei classici, ovviamente, perchè i brani da Modern Times erano invece riconoscibilissimi e la loro esecuzione era davvero ben fatta, tanto che nei momenti migliori è sembrata una di quelle cose alla Bruce (leggi intro/outro/strumentale prolungati, spazio agli altri musicisti e via dicendo). Così, fatti due conti, io ed il mio amico abbiamo riconosciuto più o meno subito Don't Think Twice, It's All Right, Things Have Changed (che tuttavia in un primo momento ci era sembrata Times They Are A-Changing, viva la diversità dei titoli xD), Highway 61 Revisited, Like A Rolling Stone (alla quale abbiamo lanciato uno dei nostri urli da pazzi, l'unico in tutta la serata anyway - divertente, ad un certo punto la gente la cantava nel modo classico e lui se ne andava per conto suo xD), All Along The Watchtower e, last but not least, Blowin' In The Wind (per la gioia di mio padre che era l'unica che sapeva a memoria). Sulle altre abbiamo ballato e applaudito le mani, alla fine.
Dylan era di buon umore ieri sera, almeno quello, quindi non riesco ad immaginare quando non è di serata come si possa presentare. Le uniche parole che ha detto in quasi due ore sono state, prima degli encores, "Thanks fans" e i nomi - e i corrispettivi strumenti - dei musicisti che lo accompagnavano (bravi overall, anche se un paio di stacchi soprattutto li hanno cannati). Non ha quasi mai fatto accenno al pubblico, sembrava fossimo lì ad assistere ad una specie di prova, quasi fossimo invisibili, e tutto ciò che abbiamo ricevuto sono stati due - e dico due - sorrisi. That's all. Mi è mancato moltissimo non sentire, dopo la terza o quarta canzone, un "Ciao Roma! Come state?" - sì, lo so che sono abituata troppo bene.
Infine due parole sul pubblico. Palalottomatica che sfiorava il tutto esaurito, da quel che si poteva vedere, e un sacco, un sacco veramente, di giovani e giovanissimi, dietro di noi c'era un gruppetto di cinque o sei ragazzi che avevano 15 anni. Incredibile ma vero - ancora non ci crediamo - io ed il mio amico eravamo IN TRANSENNA: lui arrivato alle 6:30 del pomeriggio DEL GIORNO DEL CONCERTO, "ASSURDO!", mi ha tenuto il posto per una mezz'ora buona, senza tra l'altro che nessuno gli dicesse niente. Dietro di noi c'erano due Springsteeniani con cui abbiamo parlato prima del concerto (iniziato con una precisione da squarciare il quadrante), erano stati per le due serate finali al Camp Nou anche loro e così abbiamo fatto un po' disperare il mio amico con i nostri racconti.
La frase della serata comunque rimarrà questa: "Mhm, un'ora e tre quarti... Mhm, vediamo... Bruce adesso doveva ancora finire il primo set, rendiamoci conto... Questo durava la metà tra poco..." - il mio amico non si smentisce mai!
Preposto questo, forse ci vorrebbe la pubblicazione di un live in modo tale che almeno ci si prepara a dovere prima di andare a vederlo, altrimenti ti fa l'effetto di stare tipo in un locale a sentire una band che suona tipo piano bar. Anche perchè, oltre alla questione ri-arrangiamenti, c'è il problema della voce, che non è da sottovalutare: perchè ci abbiamo anche provato, a capire che canzoni fossero dalle parole, ma il fatto è che cantava così strascicato che anche quella si è rivelata impresa ardua. Sto parlando dei classici, ovviamente, perchè i brani da Modern Times erano invece riconoscibilissimi e la loro esecuzione era davvero ben fatta, tanto che nei momenti migliori è sembrata una di quelle cose alla Bruce (leggi intro/outro/strumentale prolungati, spazio agli altri musicisti e via dicendo). Così, fatti due conti, io ed il mio amico abbiamo riconosciuto più o meno subito Don't Think Twice, It's All Right, Things Have Changed (che tuttavia in un primo momento ci era sembrata Times They Are A-Changing, viva la diversità dei titoli xD), Highway 61 Revisited, Like A Rolling Stone (alla quale abbiamo lanciato uno dei nostri urli da pazzi, l'unico in tutta la serata anyway - divertente, ad un certo punto la gente la cantava nel modo classico e lui se ne andava per conto suo xD), All Along The Watchtower e, last but not least, Blowin' In The Wind (per la gioia di mio padre che era l'unica che sapeva a memoria). Sulle altre abbiamo ballato e applaudito le mani, alla fine.
Dylan era di buon umore ieri sera, almeno quello, quindi non riesco ad immaginare quando non è di serata come si possa presentare. Le uniche parole che ha detto in quasi due ore sono state, prima degli encores, "Thanks fans" e i nomi - e i corrispettivi strumenti - dei musicisti che lo accompagnavano (bravi overall, anche se un paio di stacchi soprattutto li hanno cannati). Non ha quasi mai fatto accenno al pubblico, sembrava fossimo lì ad assistere ad una specie di prova, quasi fossimo invisibili, e tutto ciò che abbiamo ricevuto sono stati due - e dico due - sorrisi. That's all. Mi è mancato moltissimo non sentire, dopo la terza o quarta canzone, un "Ciao Roma! Come state?" - sì, lo so che sono abituata troppo bene.
Infine due parole sul pubblico. Palalottomatica che sfiorava il tutto esaurito, da quel che si poteva vedere, e un sacco, un sacco veramente, di giovani e giovanissimi, dietro di noi c'era un gruppetto di cinque o sei ragazzi che avevano 15 anni. Incredibile ma vero - ancora non ci crediamo - io ed il mio amico eravamo IN TRANSENNA: lui arrivato alle 6:30 del pomeriggio DEL GIORNO DEL CONCERTO, "ASSURDO!", mi ha tenuto il posto per una mezz'ora buona, senza tra l'altro che nessuno gli dicesse niente. Dietro di noi c'erano due Springsteeniani con cui abbiamo parlato prima del concerto (iniziato con una precisione da squarciare il quadrante), erano stati per le due serate finali al Camp Nou anche loro e così abbiamo fatto un po' disperare il mio amico con i nostri racconti.
La frase della serata comunque rimarrà questa: "Mhm, un'ora e tre quarti... Mhm, vediamo... Bruce adesso doveva ancora finire il primo set, rendiamoci conto... Questo durava la metà tra poco..." - il mio amico non si smentisce mai!





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