Doveva essere il 2008, dopo cinque minuti che ci son stata a riflettere su dovrebbe essere la volta buona. Vedo talmente tanti film che potrei benissimo sbagliarmi, ma da qualche parte dovrei aver sentito che l'aver difficoltà persistenti ed evidenti a ricordarsi le date è sintomo di un qualche strano disturbo psichico. Ma magari è comunissimo, solo che io non lo so. Ultimamente mi rendo conto di fare discorsi assurdi, forse anche un po' sconclusionati. Detto così sembra che mi droghi, e forse da un qualche punto di vista affermarlo sarebbe anche corretto. Un'altra cosa di cui mi sto rendendo conto ora è che scrivo davvero contorto. Cioè, poi mi chiedo se qualcuno legge il blog. Ma vaffanculo, va.
Vabbè comunque, per cercare di dare un senso a questo delirio riprendiamo dall'inizio, o almeno, da quello di cui volevo scrivere all'inizio. Dunque, dicevo che era il 2008, più o meno. Il fatto è che questo cavolo di 2009 è passato troppo in fretta, se ci penso non riesco a credere di aver visto 14 concerti di Bruce in cinque mesi, o di aver dato sei esami all'università. O di essere andata negli States, se è per questo. Ho deviato di nuovo il discorso, cristo santo! Okay, adesso mi concentro.
Ad Agosto 2008 sono stata a Venezia per la seconda volta, per la Mostra of course, e insomma, tra una cosa e l'altra è saltato fuori improvvisamente che Bruce aveva scritto una brand new song per The Wrestler, l'ultimo film in concorso, interpretato da Mickey Rourke e diretto da Aronofsky. Il clamore che al Lido suscitò il film era dovuto principalmente al fatto che Rourke tornasse alle luci della ribalta dopo tanti anni con un'interpretazione così reale da sembrare vera. Il fatto è che era vera: l'attore era stato un divo a tutti gli effetti negli anni Ottanta, ma era progressivamente precipitato in una spirale autodistruttiva che l'aveva portato a martoriarsi e a distruggersi, fisicamente e psicologicamente. Nel film interpretava quindi sostanzialmente sè stesso, poco importa se nei panni di un ex wrestler che cerca di tirare avanti arrotondando lo stipendio disputando ancora incontri. A Venezia il film si portò a casa il Leone D'Oro, ma Wenders, premiandolo, non mancò di sottolineare che quello era un premio per Mickey Rourke, e fece capire che qualcuno nella giuria avesse sollevato dubbi sul fatto che un unico film vincesse sia il premio più grosso sia la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile (che andò a Silvio Orlando, evviva il made in Italy). L'aggettivo più gettonato per la performance di Rourke, oltre a "commovente" e derivati, era "redivivo", che significa (cito testualmente): "tornare in vita". Guardando la faccenda da un altro punto di vista, è facile dire che ciò che la società di quindici anni fa giudicava uno schifo, uno scarto, un idiota, un emarginato, un complessato e via dicendo adesso veniva accettato perchè fa figo, accettare gli esclusi. Sveglia, baby, siamo nel nuovo millennio, chissenefrega del Novecento, con i suoi retaggi, le sue torture, i suoi campi di concentramento! E' un nuovo mondo, baby!
Così dopo Venezia e dopo Toronto (altro film festival in cui The Wrestler venne presentato) improvvisamente Mickey Rourke tornò alla ribalta, copertine di giornali a destra e manca, grida al miracolo e via dicendo, tutta la trafila del "tre volte nella polvere, tre volte sull'altar", come diceva il buon Manzoni. Noi gente di oggi lo sappiamo bene, che dopo un po' ci si stanca dei soliti volti e abbiamo bisogno di nuovi personaggi, e non ti hanno insegnato che la spazzatura non va lasciata in casa, ma si getta? Verrebbe da chiedersi in quale diavolo di spirale involutiva ci stiamo andando a cacciare, se i ragazzini di oggi venerano i Tokio Hotel o gli pseudo cantanti e/o ballerini di Amici, se Sanremo lo si vince grazie al televoto o se un esiliato canta l'amore per una patria che non gli appartiene. Probabilmente, time will tell, come diceva quella vecchia canzone.
Anyway, in questo mondo sempre più usa e getta Rourke venne fatto scendere in fretta e furia dal palco subito dopo l'attribuzione del Golden Globe, Bruce non venne nemmeno nominato agli Academy Awards (le prese di posizione si pagano, amici cari) e tutti facevano finta di niente tessendo le lodi di un film alquanto banale come The Milionaire. Ma lasciamo perdere, Heath Ledger è stato premiato solo da morto, quando è stato in gara per Brokeback Mountain l'Oscar è andato a Hoffman, che per carità, di bravo è bravo, ma la vecchia storia dell'interpretazione globale è, appunto, vecchia. Con una logica del genere, che vi aspettate? A Scorsese gliel'hanno dato nel 2007, quando sono anni che gira capolavori, fatevi un po' i conti...
Ma ritornando a Rourke, spesso quando si parlava di lui sui giornali gli veniva affiancato un altro nome, anche lui con lo stesso aggettivo affianco (si sa, nell'epoca in cui viviamo, oltre all'usa-e-getta, vanno di moda anche le "simpatiche etichette", manco le persone fossero degli oggetti da catalogare con precisione e senza possibilità di errore), anche lui tornato dopo un periodo in cui le cose erano girate male. Ed ora d'un tratto la gente non aveva uno, ma ben DUE resuscitati da acclamare di nuovo, anche se nessuno o quasi si prendeva la briga di notare che, in realtà, loro non erano andati proprio da nessuna parte. Ma si sa, le resurrezioni fanno sempre più scena delle morti o delle scomparse (provate a chiedere in giro cosa fu costretto a fare Conan Doyle con Sherlock Holmes), e così eccoci qua con la storia esemplare del primo decennio del ventunesimo secolo: dopo "Tutti Ce La Possono Fare", arriva "Tutti Possono Ritornare" (fra noi gente per bene, che estraniamo chi non gioca secondo le regole). Oh sì, Philip Dick ne sarebbe molto fiero, credete a me.
So anyway, l'altro redivivo acclamato dai giornali era Robert Downey Jr., e no, prima che ve lo domandiate, non è un caso che stia tirando fuori tutta questa storia ora. Nel 2008 io manco lo conoscevo, a Rob. Però mi ricordo che lo nominavano sempre, quando scrivevano di Mickey Rourke, perchè era cool, ovviamente, e perchè sembrava che avessero comprato l'offerta 2x1 al supermarket. Tipo, che su CIAK c'era prima l'articolo su Rourke e a seguire quello su Rob, in soluzione di perfetta continuità. Questo perchè qualche mese prima era uscito Iron Man, e tutti si erano quasi messi a gridare al miracolo a mo' di: "Wow, avevamo a disposizione such an actor e non lo usavamo! Acciderbolina!". Da allora, ovviamente, entrambi hanno avuto ruoli su ruoli, e la cosa funny di tutta questa bella storiella è che reciteranno insieme proprio nel seguito di Iron Man, che per chi fosse interessato uscità in Italia il 30 Aprile prossimo. "Però per l'Oscar è ancora troppo presto, al massimo possono essere candidati (ma proprio al massimo, eh!), ma di vincere per il momento non se ne parla proprio, e insomma, vi dobbiamo proprio spiegare tutto? A parte, a parte eh, che comunque ci sono altri attori da premiare, cioè, gente per bene, eh, che passa le vacanze con la moglie e i figli, cioè, voglio dire, hai capito di che parlo, no? (Johnny Depp è solo l'eccezione che conferma la regola, se notate) Ma dico, a parte tutto questo, che basterebbe pure, eh, ma a parte questo, ti pare che possiamo dare un premio a due che vengono fuori da un periodo in cui... be', diciamoci la verità, mica erano tipi raccomandabili, se ci pensi. Insomma, depressi, sotto farmaci, o dio-solo-sa-che-cosa, magari violenti... E tu sai che già ci dicono che pensiamo solo ai soldi, figurati se li premiavamo... Cioè, dico, ci pensi? No, non è una buona immagine da passare ai figli, non è educativo, proprio per niente. E poi, chi ci dice che non ci ricaschino? No, meglio aspettare qualche anno, poi si vedrà..."
A dirla tutta queste cose avrei voluto scriverle già da quando è scoppiato il putiferio di Morgan a Sanremo, che non ci doveva andare perchè si drogava, cattivo esempio eccetera eccetera. E dall'altro il coro, altrettanto banale, di gente che diceva "Meglio lui di...". A me 'ste cose fanno ridere, e non poco. Amici, ma ci rendiamo conto? Uno non può andare a Sanremo perchè si fa, e però l'Italia la può governare uno che ha alle spalle corruzione, tangenti e associazioni a delinquere? Ma stiamo scherzando? Purtroppo no, è questo il mondo moralista e perbenista di oggi, ed è in questo mondo che ci tocca vivere.
E se state a sentire me, uno può fare di sè stesso quel che cavolo gli pare, ma se è un genio, se ha talento, se è bravo, cazzo, ficcatevelo in testa una buona volta, rimane tale, sia che sia sobrio sia che sia ubriaco, perchè il talento non va proprio da nessuna parte, rimane lì fin quando l'anima rimane lì, e nessun critico saccente potrà mai riuscire a dimostrare il contrario. Volete forse dirmi che Jack Kerouac non è un genio? Conan Doyle? Baudelaire? Dostoevinskij? Dylan? Ma per piacere, non prendiamoci in giro. Si dice sempre che gli artisti sono persone più sensibili delle altre: se certe cose fanno schifo già alla gente normale, immaginate a loro che effetto fanno. E, sapete?, è proprio vero che i soldi contano poco, perchè in quei momenti lì, in quei momenti in cui vorresti fracassare tutto con le tue mani, be', in quei momenti lì non c'è nulla che tu possa comprarti per farti stare meglio, per aiutarti a pensare che boh, forse domani è davvero un altro giorno, dopotutto. In quei momenti ci sei soltanto tu con la tua testa e non riesci a pensare, non riesci a prendere una decisione, non riesci a fare niente, sei come paralizzato: ti butti sul letto e magari le prime volte sei convinto che tutto passerà, bisogna solo aspettare. E ci sono delle volte in cui tutto ti sembra così nero che non riesci a vedere una luce da qualche parte, e allora hai solo voglia di mollare tutto e aspettare che venga qualcuno a salvarti, solo per renderti conto che non esiste nessuno in grado di farlo, in quel momento, se davvero non lo vuoi con tutto te stesso.
Questo per dire che prima di giudicare, ma veramente, bisognerebbe pensarci un milione di volte su. E considerare che se ci sono momenti, nella nostra vita, in cui nonostante tutto riusciamo a sorridere, a non pensare a tutti i nostri problemi, a staccare con il mondo esterno e goderci due ore di un mondo migliore, probabilmente, be', dobbiamo soltanto ringraziare scrittori, registi, musicisti, attori e via dicendo, e ricordarci di loro anche quando non siamo noi, quelli in difficoltà.

Ad Agosto 2008 sono stata a Venezia per la seconda volta, per la Mostra of course, e insomma, tra una cosa e l'altra è saltato fuori improvvisamente che Bruce aveva scritto una brand new song per The Wrestler, l'ultimo film in concorso, interpretato da Mickey Rourke e diretto da Aronofsky. Il clamore che al Lido suscitò il film era dovuto principalmente al fatto che Rourke tornasse alle luci della ribalta dopo tanti anni con un'interpretazione così reale da sembrare vera. Il fatto è che era vera: l'attore era stato un divo a tutti gli effetti negli anni Ottanta, ma era progressivamente precipitato in una spirale autodistruttiva che l'aveva portato a martoriarsi e a distruggersi, fisicamente e psicologicamente. Nel film interpretava quindi sostanzialmente sè stesso, poco importa se nei panni di un ex wrestler che cerca di tirare avanti arrotondando lo stipendio disputando ancora incontri. A Venezia il film si portò a casa il Leone D'Oro, ma Wenders, premiandolo, non mancò di sottolineare che quello era un premio per Mickey Rourke, e fece capire che qualcuno nella giuria avesse sollevato dubbi sul fatto che un unico film vincesse sia il premio più grosso sia la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile (che andò a Silvio Orlando, evviva il made in Italy). L'aggettivo più gettonato per la performance di Rourke, oltre a "commovente" e derivati, era "redivivo", che significa (cito testualmente): "tornare in vita". Guardando la faccenda da un altro punto di vista, è facile dire che ciò che la società di quindici anni fa giudicava uno schifo, uno scarto, un idiota, un emarginato, un complessato e via dicendo adesso veniva accettato perchè fa figo, accettare gli esclusi. Sveglia, baby, siamo nel nuovo millennio, chissenefrega del Novecento, con i suoi retaggi, le sue torture, i suoi campi di concentramento! E' un nuovo mondo, baby!
Così dopo Venezia e dopo Toronto (altro film festival in cui The Wrestler venne presentato) improvvisamente Mickey Rourke tornò alla ribalta, copertine di giornali a destra e manca, grida al miracolo e via dicendo, tutta la trafila del "tre volte nella polvere, tre volte sull'altar", come diceva il buon Manzoni. Noi gente di oggi lo sappiamo bene, che dopo un po' ci si stanca dei soliti volti e abbiamo bisogno di nuovi personaggi, e non ti hanno insegnato che la spazzatura non va lasciata in casa, ma si getta? Verrebbe da chiedersi in quale diavolo di spirale involutiva ci stiamo andando a cacciare, se i ragazzini di oggi venerano i Tokio Hotel o gli pseudo cantanti e/o ballerini di Amici, se Sanremo lo si vince grazie al televoto o se un esiliato canta l'amore per una patria che non gli appartiene. Probabilmente, time will tell, come diceva quella vecchia canzone.
Anyway, in questo mondo sempre più usa e getta Rourke venne fatto scendere in fretta e furia dal palco subito dopo l'attribuzione del Golden Globe, Bruce non venne nemmeno nominato agli Academy Awards (le prese di posizione si pagano, amici cari) e tutti facevano finta di niente tessendo le lodi di un film alquanto banale come The Milionaire. Ma lasciamo perdere, Heath Ledger è stato premiato solo da morto, quando è stato in gara per Brokeback Mountain l'Oscar è andato a Hoffman, che per carità, di bravo è bravo, ma la vecchia storia dell'interpretazione globale è, appunto, vecchia. Con una logica del genere, che vi aspettate? A Scorsese gliel'hanno dato nel 2007, quando sono anni che gira capolavori, fatevi un po' i conti...
Ma ritornando a Rourke, spesso quando si parlava di lui sui giornali gli veniva affiancato un altro nome, anche lui con lo stesso aggettivo affianco (si sa, nell'epoca in cui viviamo, oltre all'usa-e-getta, vanno di moda anche le "simpatiche etichette", manco le persone fossero degli oggetti da catalogare con precisione e senza possibilità di errore), anche lui tornato dopo un periodo in cui le cose erano girate male. Ed ora d'un tratto la gente non aveva uno, ma ben DUE resuscitati da acclamare di nuovo, anche se nessuno o quasi si prendeva la briga di notare che, in realtà, loro non erano andati proprio da nessuna parte. Ma si sa, le resurrezioni fanno sempre più scena delle morti o delle scomparse (provate a chiedere in giro cosa fu costretto a fare Conan Doyle con Sherlock Holmes), e così eccoci qua con la storia esemplare del primo decennio del ventunesimo secolo: dopo "Tutti Ce La Possono Fare", arriva "Tutti Possono Ritornare" (fra noi gente per bene, che estraniamo chi non gioca secondo le regole). Oh sì, Philip Dick ne sarebbe molto fiero, credete a me.
So anyway, l'altro redivivo acclamato dai giornali era Robert Downey Jr., e no, prima che ve lo domandiate, non è un caso che stia tirando fuori tutta questa storia ora. Nel 2008 io manco lo conoscevo, a Rob. Però mi ricordo che lo nominavano sempre, quando scrivevano di Mickey Rourke, perchè era cool, ovviamente, e perchè sembrava che avessero comprato l'offerta 2x1 al supermarket. Tipo, che su CIAK c'era prima l'articolo su Rourke e a seguire quello su Rob, in soluzione di perfetta continuità. Questo perchè qualche mese prima era uscito Iron Man, e tutti si erano quasi messi a gridare al miracolo a mo' di: "Wow, avevamo a disposizione such an actor e non lo usavamo! Acciderbolina!". Da allora, ovviamente, entrambi hanno avuto ruoli su ruoli, e la cosa funny di tutta questa bella storiella è che reciteranno insieme proprio nel seguito di Iron Man, che per chi fosse interessato uscità in Italia il 30 Aprile prossimo. "Però per l'Oscar è ancora troppo presto, al massimo possono essere candidati (ma proprio al massimo, eh!), ma di vincere per il momento non se ne parla proprio, e insomma, vi dobbiamo proprio spiegare tutto? A parte, a parte eh, che comunque ci sono altri attori da premiare, cioè, gente per bene, eh, che passa le vacanze con la moglie e i figli, cioè, voglio dire, hai capito di che parlo, no? (Johnny Depp è solo l'eccezione che conferma la regola, se notate) Ma dico, a parte tutto questo, che basterebbe pure, eh, ma a parte questo, ti pare che possiamo dare un premio a due che vengono fuori da un periodo in cui... be', diciamoci la verità, mica erano tipi raccomandabili, se ci pensi. Insomma, depressi, sotto farmaci, o dio-solo-sa-che-cosa, magari violenti... E tu sai che già ci dicono che pensiamo solo ai soldi, figurati se li premiavamo... Cioè, dico, ci pensi? No, non è una buona immagine da passare ai figli, non è educativo, proprio per niente. E poi, chi ci dice che non ci ricaschino? No, meglio aspettare qualche anno, poi si vedrà..."
A dirla tutta queste cose avrei voluto scriverle già da quando è scoppiato il putiferio di Morgan a Sanremo, che non ci doveva andare perchè si drogava, cattivo esempio eccetera eccetera. E dall'altro il coro, altrettanto banale, di gente che diceva "Meglio lui di...". A me 'ste cose fanno ridere, e non poco. Amici, ma ci rendiamo conto? Uno non può andare a Sanremo perchè si fa, e però l'Italia la può governare uno che ha alle spalle corruzione, tangenti e associazioni a delinquere? Ma stiamo scherzando? Purtroppo no, è questo il mondo moralista e perbenista di oggi, ed è in questo mondo che ci tocca vivere.
E se state a sentire me, uno può fare di sè stesso quel che cavolo gli pare, ma se è un genio, se ha talento, se è bravo, cazzo, ficcatevelo in testa una buona volta, rimane tale, sia che sia sobrio sia che sia ubriaco, perchè il talento non va proprio da nessuna parte, rimane lì fin quando l'anima rimane lì, e nessun critico saccente potrà mai riuscire a dimostrare il contrario. Volete forse dirmi che Jack Kerouac non è un genio? Conan Doyle? Baudelaire? Dostoevinskij? Dylan? Ma per piacere, non prendiamoci in giro. Si dice sempre che gli artisti sono persone più sensibili delle altre: se certe cose fanno schifo già alla gente normale, immaginate a loro che effetto fanno. E, sapete?, è proprio vero che i soldi contano poco, perchè in quei momenti lì, in quei momenti in cui vorresti fracassare tutto con le tue mani, be', in quei momenti lì non c'è nulla che tu possa comprarti per farti stare meglio, per aiutarti a pensare che boh, forse domani è davvero un altro giorno, dopotutto. In quei momenti ci sei soltanto tu con la tua testa e non riesci a pensare, non riesci a prendere una decisione, non riesci a fare niente, sei come paralizzato: ti butti sul letto e magari le prime volte sei convinto che tutto passerà, bisogna solo aspettare. E ci sono delle volte in cui tutto ti sembra così nero che non riesci a vedere una luce da qualche parte, e allora hai solo voglia di mollare tutto e aspettare che venga qualcuno a salvarti, solo per renderti conto che non esiste nessuno in grado di farlo, in quel momento, se davvero non lo vuoi con tutto te stesso.
Questo per dire che prima di giudicare, ma veramente, bisognerebbe pensarci un milione di volte su. E considerare che se ci sono momenti, nella nostra vita, in cui nonostante tutto riusciamo a sorridere, a non pensare a tutti i nostri problemi, a staccare con il mondo esterno e goderci due ore di un mondo migliore, probabilmente, be', dobbiamo soltanto ringraziare scrittori, registi, musicisti, attori e via dicendo, e ricordarci di loro anche quando non siamo noi, quelli in difficoltà.





