"I swear I've found the key to the universe in the engine of an old parked car"

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On The Road
Who I am? I wish I knew. I guess I'm a messed-up girl who's trying to "get to that place where we really want to go", as the famous Springsteen anthem says. I spend most of my life on the road, following Bruce in tour around the world or attending cinema conventions like the Venice International Film Festival. I have three amazing passions, indeed: Bruce Springsteen music, movies and books (as good George would say: what else?), and everytime one of them calls, I'm ready to answer 'yes', without any hesitation. I love Martin Scorsese's and Tim Burton's works, along with Pixar ones, and right now I'm literally crazy for Robert Downey Jr., probably one of the best actor EVER. I've also a dream, to become a movie director myself, and I'm studying in Rome in order to make it real someday. 'Cause baby, remember: it's my life, and I'll do what I want.

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Thunder Road - Bruce Springsteen

Robert Downey Jr. - Sherry Darling

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marzo 28, 2010

Less Than Zero

Il film è cominciato da pochi secondi e già si capisce dove andrà a parare, anche se non si conosce la trama. Tre diciottenni (due maschi e una ragazza) il giorno del diploma. Parlano mentre camminano dei vari progetti, del dopo. Arrivano all'ingresso del liceo, si mettono in posa per una foto. Scattata. Si fissa sullo schermo per qualche secondo. Musica un po' sinistra di sottofondo. Titoli di coda. Poi appare la scritta "Six months later". Non è difficile intuire cosa succederà nei seguenti 90 minuti. E' inutile mandarla a dire, non ci avesse recitato Rob questo film non lo sarei mai e poi mai andata a cercare, in parte perchè è dei tardi '80s (in cui o eri un genio, o niente), in parte perchè sono più o meno sempre le stesse variazioni sul tema "Cosa succede quando bisogna diventare grandi". Insomma, è bullshit, a meno di non saperla raccontare davvero bene. E il signor regista NON l'ha fatto. Ma nel film c'è Rob appunto, che interpreta il ruolo più problematico, incasinato e vero della pellicola, e che tiene su da solo tutto il plot (gli altri due comprimari hanno l'espressività di una statua di cera). Nel mondo del cinema si dice che un attore eccezionale si distingue dalla sua capacità di rendere memorabile ogni ruolo che interpreta, anche quello più banale in un film mediocre. Come in questo caso.
Avete presente la canzone degli 883, Se Tornerai? Fa pressapoco così:
Ti ricordi quell'estate, in moto anche se pioveva? Tentavamo un po' con tutte, cosa non si raccontava, ci divertivamo anche con delle cose senza senso. Questo piccolo quartiere ci sembrava quasi immenso. Poi le strade piano piano ci hanno fatto allontanare; il motivo sembra strano, non lo saprei neanche dire, solo ti vedevo qualche volta in giro con quegli altri, tu che mi dicevi "Qualche sera passerò a trovarti"
Nel film succede pressapoco la stessa cosa, solo nel giro di sei mesi: uno dei tre se ne va in un college dell'East, gli altri due che rimangono si incasinano la vita con la droga (e Julian, il personaggio che interpreta Rob, anche con grossi debiti per prestiti mai restituiti); quando Clay torna a casa per le vacanze di Natale, trova il casino più totale e ha voglia di prendere ed andarsene subito via (e questo sarà il sub tema di tutta la pellicola). Sulla trama non c'è molto altro da dire, quel che succede è facilmente intuibile. Tuttavia, se sto qui in piedi alle 5 meno un quarto a scriverne ci sarà pure un motivo, ed è presto detto. Ne scrivo perchè mi ha sconvolto, nonostante il mio occhio allenato non possa fare a meno di notare la scarsità artistica della direzione generale. Può sembrare un paradosso, o anche un'esagerazione dovuta al fatto che ci reciti Rob, ma non è così. Vedo un centinaio di film all'anno, spazio tra generi, registi, attori, ambientazioni ed età. Con un passo del genere sono pochi gli istanti, le sequenze che ti rimangono fisse nella mente e sai che di lì ti sarà impossibile schiodarle, per una serie di motivi, psicologici e affettivi. E questo non lo dico solo io, ci sono decine di critici e di addetti ai lavori che l'hanno dimostrato. Perchè alla fine i film sono fatti più o meno in larga maggioranza tutti alla stessa maniera, e allora si va a scovare il dettaglio, il particolare, quel qualcosa che rende quel determinato momento magico, reale, puro. Non avviene spesso, e non avviene nemmeno sempre in una determinata maniera. Alle volte è uno sguardo, altre una parola, altre ancora un gesto. Può essere un'intera performance o solo un singolo momento. Quel che conta è che, certe volte, accade. Anche nei film mediocri come questo.Nella fattispecie, da Less Than Zero mi ha preso come una morsa allo stomaco l'interpretazione di Rob (e no, non c'entra niente che fossi predisposta verso il suo personaggio), che è così viscerale, così pressante da ridurti quasi ad uno straccio calpestato, che è nulla di meno di ciò che avviene al suo personaggio sullo schermo. Ha fatto un errore (caxxo, a diciott'anni chi non ne commette?), l'ha dovuto affrontare da solo, e ne ha fatto un altro, il padre l'ha cacciato di casa, è pieno di debiti e si droga, è solo e passa le notti su una panchina nel parco. Quelli a cui deve dei soldi lo minacciano. Tenta di reagire ma, di nuovo, il resto del mondo gli sbatte la porta in faccia. Viene ricattato. E' poco più di uno zerbino. Gli mancano i suoi due amici, che a parte qualche rara volta si fanno gli affari loro (e tra loro). E' solo. Fuma. Si rifugia sopra ad uno scoglio a picco sull'Oceano e se ne rimane lì a fissare il Pacifico. Quando Clay lo trova gli parla un momento, e poi si volta e gli fa "I gotta go". Julian gli risponde: "Always leaving, you!", ma con un sorriso, come a dire "ti capisco". Proprio quello che gli altri con lui non fanno, non sono mai disposti a farlo. Se ne rimane lì a guardare il mare. E' probabilmente l'essere più docile della terra. Basterebbe questo a render chiaro il perchè Julian mi abbia fatto l'effetto appena descritto. Il motivo è semplice, ed è anche il più banale che ci possa essere. In lui mi identifico, in tutto e per tutto. Certo, non ho problemi di droga nè di debiti, non dormo per strada e vivo a casa con i miei. Ma questa è solo la superficie, è solo l'evidenza del personaggio. La sua essenza, il suo tratto peculiare, sta negli abiti un po' extra-large che porta, nelle frasi a metà che gli altri non gli fanno mai finire di dire, nella solitudine, nelle lacrime nascoste al mondo, nel sorriso storto tipico di chi vorrebbe ridere più spesso, solo che non gliene danno la possibilità; sta nell'inquietudine, nella voglia, a volte, di mollare tutto, nelle continue sfide perse per dimostrare agli altri la sua bontà, le sue buone intenzioni, nonostante venga spesso sfruttato. Sono queste, le vere caratteristiche di Julian. Le mie caratteristiche. Ecco perchè questo film mi ha sconvolto. Nothing more, nothing less. Anche se affermarlo sembra un'eresia, è Julian quello che ha la visione più chiara di tutti della vita. Ci vorrebbe un quote per renderlo evidente, ma Rob nel film parla poco, lascia che a farlo siano i suoi gesti, i suoi sguardi. Perciò vi lascio con un suo screen-shot, e con una frase tratta dalla canzone sulla quale scorrono i titoli di coda.

The night is my wake
All thoughts slip away
And even though I must leave you
Remember, I love you


1 commento:

Francy Raty ha detto...

Questo film ha sconvolto anche me. Troppo. E rimarrà per sempre nei miei ricordi. E Julian pure. Uno dei personaggi più memorabili. Inutile dire che alla fine ho pianto come non so cosa...
E c'è pure un altro motivo, che non so se sai, ma Robert era proprio così. Come Julian! E' stato anche questo a sconvolgermi... ç_ç

Ti lascio il post del mio blog dove ne ho parlato.
http://mikomayworld.spaces.live.com/blog/cns!9C7CA043A201273!1680.entry